Un'esperienza di Illuminazione
Da: "Il potere di adesso" di Eckhart Tolle
“Fino al mio trentesimo anno di età ho vissuto in uno stato di ansia quasi continua intervallato da periodi di depressione suicida. Adesso mi sembra di parlare di qualche vita passata o della vita di qualcun altro.Una notte, non molto dopo il mio ventinovesimo compleanno, mi svegliai nelle ore piccole con una sensazione di terrore assoluto. Molte altre volte mi ero destato con una tale sensazione, ma in quella circostanza era più intensa che mai. Il silenzio della notte, i vaghi contorni dei mobili nella stanza buia, il rumore lontano di un treno in corsa: tutto sembrava così estraneo, così ostile e così totalmente privo di senso da provocarmi un profondo disgusto per il mondo. La cosa più disgustosa di tutte era però la mia esistenza. Che senso aveva continuare a vivere con questo fardello di infelicità? Perché proseguire questa lotta ininterrotta? Sentivo che una profonda brama di annullamento, di inesistenza, diveniva molto più intensa del desiderio istintivo di continuare a vivere.“Non posso più vivere con me stesso”. Era questo il pensiero che continuava a ripetersi nella mia mente. Poi all’improvviso mi resi conto di quanto fosse strano.“Io sono uno o due? Se non posso vivere con me stesso devono esserci due me: “io” e il “sé” con cui “io” non può più vivere“. “Forse”, pensai, “soltanto uno dei due è reale”. Rimasi così stordito da questa strana cosa di cui mi ero reso conto che la mente mi si fermò. Ero del tutto cosciente, ma non vi erano più pensieri. Quindi mi sentii attirato dentro quello che sembrava come un vortice di energia. Era un moto inizialmente lento e poi accelerato. Fui colto da una paura intensa e il mio corpo si mise a tremare. Udii le parole “non opporre resistenza” come se fossero state pronunciate dentro il mio petto. Mi sentivo risucchiare in un vuoto che sembrava essere dentro di me anziché al di fuori. Improvvisamente non ebbi più paura e mi lasciai cadere in quel vuoto. Non ricordo che cosa accadde dopo. Fui svegliato dal cinguettio di un uccello fuori dalla finestra. Non avevo mai udito un suono simile. Avevo ancora gli occhi chiusi e vedevo l’immagine di un diamante meraviglioso. Sì, se un diamante potesse emettere un suono, sarebbe come quello che udivo io. Aprii gli occhi. Le prime luci dell’alba filtravano fra le tende. Senza pensarci, sentivo, sapevo che nella luce vi è infinitamente di più di quanto noi ci rendiamo conto. Quella luminosità morbida che filtrava attraverso le tende era l’amore stesso. Mi vennero le lacrime agli occhi. Mi alzai e mi aggirai per la stanza. Riconoscevo la camera, eppure capii di non averla mai vista veramente prima d’allora. Tutto era nuovo e incontaminato, come se fosse appena venuto alla luce. Presi in mano alcuni oggetti, una matita, una bottiglia vuota, meravigliandomi della bellezza e della vitalità di tutte le cose.Quel giorno passeggiai per la città pieno di stupore per il miracolo della vita sulla terra, come se fossi appena venuto al mondo. Per i successivi cinque mesi vissi in uno stato ininterrotto di profonda pace e beatitudine. In seguito l’intensità di tale sensazione diminuì o forse non era che una mia impressione perché era diventata la mia condizione naturale. Sapevo ancora darmi da fare nel mondo, ma capivo che niente di ciò che potevo 'fare' avrebbe aggiunto alcunché a ciò che già possedevo. Sapevo naturalmente che mi era accaduto qualcosa di profondamente significativo, ma non lo capivo affatto. Soltanto diversi ani più tardi, dopo aver letto testi di argomento spirituale e avere trascorso del tempo con maestri spirituali, mi resi conto che ciò che tutti cercavano a me era già successo. Capii che l’intensa pressione della sofferenza di quella notte doveva avere costretto la mia coscienza ad abbandonare la sua identificazione con il sé infelice e profondamente timoroso, che in definitiva è un’invenzione della mente. Tale abbandono doveva essere stato così completo che questo sé falso e sofferente era crollato subito, come un giocattolo gonfiabile a cui fosse stato tolto il tappo. Allora, ciò che rimaneva era la mia vera natura di onnipresente 'io sono': consapevolezza allo stato puro prima dell’identificazione con la forma. In seguito imparai anche a entrare in quel regno interiore senza tempo e senza morte che in origine avevo percepito come un vuoto e a rimanere pienamente consapevole. Dimoravo in stati di beatitudine e di sacralità indescrivibili, al cui confronto perfino l’esperienza originaria che ho appena descritto impallidisce. Giunse un momento in cui per un certo periodo non mi rimase nulla sul piano fisico. Non avevo rapporti umani, né lavoro, né casa, né identità socialmente definita. Trascorsi quasi due anni seduto sulle panchine dei parchi in uno stato di gioia intensissima.Ma anche le esperienze più belle finiscono. Forse più importante di qualunque esperienza è però quel senso profondo di pace che da allora non mi ha più abbandonato. Talvolta è molto forte, quasi palpabile, e anche altri riescono a percepirlo. Altre volte sta da qualche parte in sottofondo, come una melodia lontana.In seguito qualcuno cominciò a venire da me a dirmi:
“Voglio quello che hai tu. Puoi darmelo o mostrarmi come si fa ad averlo?”.E io rispondevo:
“Ce l’hai già. Non lo percepisci perché la tua mente fa troppo rumore”.
venerdì 31 luglio 2009
L'illuminazione - E. Tolle
1. ESSERE E ILLUMINAZIONE
C'è una Unica Vita eterna e onnipresente al di là delle innumerevoli forme di vita che sono
soggette a nascita e morte. Molte persone usano la parole Dio per descriverla; io spesso la
chiamo Essere. La parola Essere non spiega niente, ma d'altronde nemmeno la parola Dio.
Essere, però, ha il vantaggio di essere un concetto aperto. Non riduce l'invisibile infinito a un'
entità finita. È impossibile formarsene un'immagine mentale. Nessuno può rivendicare un
possesso esclusivo dell'Essere. È la vostra vera presenza e vi è immediatamente accessibile
in quanto sensazione della vostra propria Presenza. Per questo vi è soltanto un piccolo
passo dalla parola Essere all' esperienza dell'Essere.
L'ESSERE NON È SOLO OLTRE, MA ANCHE PROFONDAMENTE DENTRO ogni forma come la sua più profonda, invisibile e indistruttibile essenza. Questo significa che è accessibile a voi, Adesso, come il vostro sé più profondo, come la vostra vera natura. Ma non cercate di afferrarlo con la mente. Non provate a comprenderlo. Potete conoscerlo solo quando la mente è tranquilla. Quando siete presenti, quando la vostra attenzione è pienamente e intensamente nell' Adesso, l'Essere può essere sentito, ma non può mai essere compreso mentalmente.
Riacquistare la consapevolezza dell'Essere e dimorare in quello stato di «realizzazione
intuitiva» è l'illuminazione.
Il termine illuminazione evoca l'idea di qualche impresa sovrumana, e l'ego vuole che resti
così, ma è semplicemente il vostro stato naturale di unione con l'Essere quando viene
percepito. È uno stato di connessione con qualcosa di incommensurabile e di indistruttibile,
qualcosa che in modo quasi paradossale è essenzialmente voi, eppure è molto più grande di
voi. Significa trovare la vostra vera natura al di là del nome e della forma.
L'incapacità di percepire questo stato di connessione dà origine all'illusione della
separazione, da voi stessi e dal mondo che vi circonda. Allora percepite voi stessi, consciamente
o inconsciamente, come un frammento isolato. Nasce così la paura, e il conflitto interiore ed esteriore diventa la norma.
Il più grande ostacolo a sperimentare la realtà della vostra connessione è l'identificazione con
la vostra mente, che fa si che il pensiero diventi compulsivo. Non essere in grado di smettere
di pensare è una condizione spaventosa, ma voi non lo realizzate perché quasi tutti ne
soffrono, cosicché è considerato normale. Questo incessante rumore mentale vi impedisce di
trovare quel regno di quiete interiore che è inseparabile dall'Essere. Crea inoltre un falso sé
mentale che getta un'ombra di paura e sofferenza.
L'identificazione con la vostra mente crea uno schermo opaco di concetti, etichette, immagini,
parole, giudizi e definizioni che blocca ogni vero rapporto personale. Si intromette fra voi e voi
stessi, tra voi e il vostro compagno o compagna, tra voi e la natura, tra voi e Dio. È questo
schermo di pensiero a creare l'illusione di separatezza, l'illusione che vi sia un «tu» e un
«altro» totalmente separato. Allora dimenticate il fatto essenziale che, sotto il livello delle
apparenze fisiche e delle forme separate, voi siete in unione con tutto ciò che esiste.
La mente è uno strumento eccezionale se utilizzata nel modo giusto. Usata nel modo
sbagliato, diventa però molto distruttiva. Per essere più precisi, il punto non è tanto che voi
utilizzate la mente in modo sbagliato, quanto che non la usate affatto. È la mente che vi usa.
Questa è la malattia. Voi credete di essere la vostra mente. Questa è l'illusione. Lo strumento
si è impadronito di voi.
È quasi come foste posseduti senza saperlo, per cui scambiate per voi stessi l'entità che vi
possiede.
L'INIZIO DELLA LIBERTÀ è la realizzazione che voi non siete l'entità che vi possiede, colui che pensa. Saperlo vi consente di osservare tale entità. Nel momento in cui cominciate a osservare colui che pensa, si attiva un più elevato livello di coscienza ...
Allora cominciate a rendervi conto che vi è un vasto regno di intelligenza al di là del pensiero,
che il pensiero è solo un aspetto minuscolo di tale intelligenza. Vi rendete conto, inoltre, che
tutte le cose veramente importanti (bellezza, amore, creatività, gioia, pace interiore) sorgono
al di là della mente.
Incominciate a risvegliarvi.
Dal libro " Come mettere in pratica il potere di adesso " di E Tolle
C'è una Unica Vita eterna e onnipresente al di là delle innumerevoli forme di vita che sono
soggette a nascita e morte. Molte persone usano la parole Dio per descriverla; io spesso la
chiamo Essere. La parola Essere non spiega niente, ma d'altronde nemmeno la parola Dio.
Essere, però, ha il vantaggio di essere un concetto aperto. Non riduce l'invisibile infinito a un'
entità finita. È impossibile formarsene un'immagine mentale. Nessuno può rivendicare un
possesso esclusivo dell'Essere. È la vostra vera presenza e vi è immediatamente accessibile
in quanto sensazione della vostra propria Presenza. Per questo vi è soltanto un piccolo
passo dalla parola Essere all' esperienza dell'Essere.
L'ESSERE NON È SOLO OLTRE, MA ANCHE PROFONDAMENTE DENTRO ogni forma come la sua più profonda, invisibile e indistruttibile essenza. Questo significa che è accessibile a voi, Adesso, come il vostro sé più profondo, come la vostra vera natura. Ma non cercate di afferrarlo con la mente. Non provate a comprenderlo. Potete conoscerlo solo quando la mente è tranquilla. Quando siete presenti, quando la vostra attenzione è pienamente e intensamente nell' Adesso, l'Essere può essere sentito, ma non può mai essere compreso mentalmente.
Riacquistare la consapevolezza dell'Essere e dimorare in quello stato di «realizzazione
intuitiva» è l'illuminazione.
Il termine illuminazione evoca l'idea di qualche impresa sovrumana, e l'ego vuole che resti
così, ma è semplicemente il vostro stato naturale di unione con l'Essere quando viene
percepito. È uno stato di connessione con qualcosa di incommensurabile e di indistruttibile,
qualcosa che in modo quasi paradossale è essenzialmente voi, eppure è molto più grande di
voi. Significa trovare la vostra vera natura al di là del nome e della forma.
L'incapacità di percepire questo stato di connessione dà origine all'illusione della
separazione, da voi stessi e dal mondo che vi circonda. Allora percepite voi stessi, consciamente
o inconsciamente, come un frammento isolato. Nasce così la paura, e il conflitto interiore ed esteriore diventa la norma.
Il più grande ostacolo a sperimentare la realtà della vostra connessione è l'identificazione con
la vostra mente, che fa si che il pensiero diventi compulsivo. Non essere in grado di smettere
di pensare è una condizione spaventosa, ma voi non lo realizzate perché quasi tutti ne
soffrono, cosicché è considerato normale. Questo incessante rumore mentale vi impedisce di
trovare quel regno di quiete interiore che è inseparabile dall'Essere. Crea inoltre un falso sé
mentale che getta un'ombra di paura e sofferenza.
L'identificazione con la vostra mente crea uno schermo opaco di concetti, etichette, immagini,
parole, giudizi e definizioni che blocca ogni vero rapporto personale. Si intromette fra voi e voi
stessi, tra voi e il vostro compagno o compagna, tra voi e la natura, tra voi e Dio. È questo
schermo di pensiero a creare l'illusione di separatezza, l'illusione che vi sia un «tu» e un
«altro» totalmente separato. Allora dimenticate il fatto essenziale che, sotto il livello delle
apparenze fisiche e delle forme separate, voi siete in unione con tutto ciò che esiste.
La mente è uno strumento eccezionale se utilizzata nel modo giusto. Usata nel modo
sbagliato, diventa però molto distruttiva. Per essere più precisi, il punto non è tanto che voi
utilizzate la mente in modo sbagliato, quanto che non la usate affatto. È la mente che vi usa.
Questa è la malattia. Voi credete di essere la vostra mente. Questa è l'illusione. Lo strumento
si è impadronito di voi.
È quasi come foste posseduti senza saperlo, per cui scambiate per voi stessi l'entità che vi
possiede.
L'INIZIO DELLA LIBERTÀ è la realizzazione che voi non siete l'entità che vi possiede, colui che pensa. Saperlo vi consente di osservare tale entità. Nel momento in cui cominciate a osservare colui che pensa, si attiva un più elevato livello di coscienza ...
Allora cominciate a rendervi conto che vi è un vasto regno di intelligenza al di là del pensiero,
che il pensiero è solo un aspetto minuscolo di tale intelligenza. Vi rendete conto, inoltre, che
tutte le cose veramente importanti (bellezza, amore, creatività, gioia, pace interiore) sorgono
al di là della mente.
Incominciate a risvegliarvi.
Dal libro " Come mettere in pratica il potere di adesso " di E Tolle
giovedì 30 luglio 2009
Desiderata
Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta,
e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio.
Finché è possibile senza doverti abbassare,
sii in buoni rapporti con tutte le persone.
Di' la verità con calma e chiarezza; e ascolta gli altri,
anche i noiosi e gli ignoranti;
anche loro hanno una storia da raccontare.
Evita le persone volgari ed aggressive; esse opprimono lo spirito.
Se ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgoglio e acredine,
perché sempre ci saranno persone più in basso o più in alto di te.
Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti.
Conserva l'interesse per il tuo lavoro,
per quanto umile; è ciò che realmente possiedi per cambiare le
sorti del tempo.
Sii prudente nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di tranelli.
Ma ciò non acciechi la tua capacità di distinguere la
virtù; molte persone lottano per grandi ideali, e dovunque la vita è
piena di eroismo.
Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti e
neppure sii cinico riguardo all'amore; poiché a dispetto di tutte le
aridità e disillusioni esso è perenne come l'erba.
Accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall'età,
lasciando con un sorriso sereno le cose della giovinezza.
Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro l'improvvisa sfortuna.
Ma non tormentarti con l'immaginazione.
Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.
Al di là di una disciplina morale, sii gentile con te stesso.
Tu sei figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle
stelle; tu hai diritto ad essere qui.
E che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio che l'universo ti si stia schiudendo come dovrebbe.
Perciò sii in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca, e qualunque siano le tue lotte e le tue
aspirazioni, conserva la pace con la tua anima pur nella rumorosa confusione della vita.
Con tutti i suoi inganni, i lavori ingrati e i sogni infranti, è ancora un mondo stupendo.
Fai attenzione.
Fa di tutto per essere felice.
L'alchimista
Il vecchio mise un po' di brace nuova nel narghilè e aspirò una lunga boccata. Possiedo questo negozio da trent'anni. Conosco i cristalli buoni e quelli cattivi, e so come vanno gli affari in ogni dettaglio. Sono al corrente delle loro dimensioni e del movimento. Se servirai il tè nei cristalli, gli affari aumenteranno. E io, allora, dovrò modificare il mio modo di vivere.
E non è una buona cosa?
Ormai sono abituato alla mia vita. Prima che ci fossi tu, pensavo di avere perduto tanto tempo in uno stesso luogo, mentre tutti i miei amici cambiavano, fallivano o progredivano. Questo mi lasciava una profonda tristezza. Adesso, invece, so che non è proprio così: questo negozio ha le dimensioni che io ho sempre voluto che avesse. Non voglio cambiare, perché non so come cambiare. Ormai sono troppo abituato a me stesso.
Il ragazzo non sapeva che cosa rispondere. Il vecchio, allora, proseguì:
Tu, per me, sei stato una benedizione. E oggi capisco una cosa: qualunque benedizione che non sia accettata, si trasforma in una maledizione. Io non voglio di più dalla vita. E tu mi stai forzando a vedere ricchezze e orizzonti che non ho mai conosciuto. Adesso che li conosco, e che conosco le mie immense possibilità, mi sentirò molto peggio di quanto mi sentissi prima. Perché so che posso avere tutto, ma che non voglio.
Meno male che non ho detto niente al venditore di fiocchi di mais, pensò il ragazzo.
Continuarono a fumare il narghilè per un po' di tempo, mentre il sole si nascondeva. Stavano parlando in arabo, e il ragazzo era soddisfatto di se stesso perché parlava quella lingua. C'era stato un tempo in cui aveva pensato che le pecore avrebbero potuto insegnargli tutto del mondo. Ma le pecore non erano in grado di insegnare l'arabo.
Devono esserci altre cose nel mondo che le pecore non sono in grado di insegnare, pensò il ragazzo, mentre guardava il Mercante in silenzio. Perché loro cercano soltanto acqua e cibo. Penso che non siano loro a insegnare: sono io ad apprendere.
Maktub, disse infine il mercante.
Che cosa significa?
Dovresti essere nato arabo per capirlo, rispose lui. Ma la traduzione sarebbe pressappoco "come è scritto".
E mentre spegneva le braci del narghilè, disse al ragazzo che poteva cominciare a vendere il tè nei vasi di cristallo. A volte è impossibile trattenere il corso della vita.
E non è una buona cosa?
Ormai sono abituato alla mia vita. Prima che ci fossi tu, pensavo di avere perduto tanto tempo in uno stesso luogo, mentre tutti i miei amici cambiavano, fallivano o progredivano. Questo mi lasciava una profonda tristezza. Adesso, invece, so che non è proprio così: questo negozio ha le dimensioni che io ho sempre voluto che avesse. Non voglio cambiare, perché non so come cambiare. Ormai sono troppo abituato a me stesso.
Il ragazzo non sapeva che cosa rispondere. Il vecchio, allora, proseguì:
Tu, per me, sei stato una benedizione. E oggi capisco una cosa: qualunque benedizione che non sia accettata, si trasforma in una maledizione. Io non voglio di più dalla vita. E tu mi stai forzando a vedere ricchezze e orizzonti che non ho mai conosciuto. Adesso che li conosco, e che conosco le mie immense possibilità, mi sentirò molto peggio di quanto mi sentissi prima. Perché so che posso avere tutto, ma che non voglio.
Meno male che non ho detto niente al venditore di fiocchi di mais, pensò il ragazzo.
Continuarono a fumare il narghilè per un po' di tempo, mentre il sole si nascondeva. Stavano parlando in arabo, e il ragazzo era soddisfatto di se stesso perché parlava quella lingua. C'era stato un tempo in cui aveva pensato che le pecore avrebbero potuto insegnargli tutto del mondo. Ma le pecore non erano in grado di insegnare l'arabo.
Devono esserci altre cose nel mondo che le pecore non sono in grado di insegnare, pensò il ragazzo, mentre guardava il Mercante in silenzio. Perché loro cercano soltanto acqua e cibo. Penso che non siano loro a insegnare: sono io ad apprendere.
Maktub, disse infine il mercante.
Che cosa significa?
Dovresti essere nato arabo per capirlo, rispose lui. Ma la traduzione sarebbe pressappoco "come è scritto".
E mentre spegneva le braci del narghilè, disse al ragazzo che poteva cominciare a vendere il tè nei vasi di cristallo. A volte è impossibile trattenere il corso della vita.
Illusioni, Richard Bach
“ "Maestro", ” egli disse “ "voglio essere amato, sono buono, faccio agli altri quello che vorrei
facessero a me, ma ancora non ho alcun amico e sono completamente solo." Come risponderesti a
questa domanda? ”
“ E chi lo sa? ” risposi. “ Non ho la più pallida idea di quello che dovrei dirti. ”
“ COSA? ”
“Soltanto un po' di umorismo, Don, per ravvivare la serata. Una piccola, innocua variante, tutto qui. ”
“ Faresti meglio a stare molto attento riguardo al modo di ravvivare le serate. I problemi non sono
scherzi e giochetti per le persone che si rivolgono a te, a meno che non siano molto progredite esse
stesse, e quelle sanno di essere i propri Messia. Le risposte ti sono state fornite, e dunque dalle. Prova
la solfa "E chi lo sa?" e vedrai con quale rapidità la folla può bruciare un uomo sul rogo. ”
Mi ersi fieramente. “ O assetato di verità, tu ti rivolgi a me per avere una risposta, e io ti rispondo. La
Regola Aurea non funziona. Ti piacerebbe incontrare un masochista che facesse agli altri quanto
vorrebbe fosse fatto a lui? O un fedele del Dio Coccodrillo che anela all'onore di essere gettato vivo
nella fossa? Anche il samaritano che diede l'avvio a tutta questa faccenda... che cosa lo indusse a
pensare che l'uomo da lui trovato disteso al margine. della strada volesse unguenti sulle proprie ferite?
E se l'uomo avesse utilizzato quei momenti di tranquillità per guarirsi spiritualmente, esultando a causa
della sfida 'implicita nella cosa? ” Il ragionamento sembrava persuasivo, almeno a me.
“ Anche se la regola venisse modificata così: Fa' agli altri ciò che vogliono sia loro fatto, non possiamo
sapere di nessuno, tranne che di noi stessi, che cosa voglia. Ecco invece ciò che la regola significa, e
come possiamo applicarla onestamente: Fa' agli altri quello che sinceramente senti di dover fare. Se
incontri un masochista e ti attieni a questa regola, non devi fustigarlo con la sua frusta soltanto perché
ciò è quanto egli vorrebbe che gli facessi. Né ti senti più in dovere di gettare il fedele ai coccodrilli. ”
Lo guardai. “ Troppo verboso? ”
“ Come sempre, Richard, perderai il novanta per cento dei tuoi ascoltatori se non impari a essere
conciso! ”
“ Be', che cosa c'è di male se perdo il novanta per cento dei miei ascoltatori ? ”
ribattei.
“ Che cosa c'è di male se perdo TUTTI i miei ascoltatori? So quello che so, e dico quello che dico. E se
non va, allora tanto peggio. I voli sull'aeroplano fruttano tre dollari in contanti! ”
“ Sai una cosa? ” Shimoda si alzò e spazzò via il fieno dai blue jeans.
“ Cosa? ” dissi con petulanza.
“ Ti sei appena laureato. Che cosa si prova a essere un Maestro? ”
“ E' deludente come l'inferno. ”
Mi guardò abbozzando appena un sorriso. “ Ci si abitua ” disse.
Ecco una prova per accertare se la tua missione sulla terra è compiuta
Se sei vivo, non lo e.
facessero a me, ma ancora non ho alcun amico e sono completamente solo." Come risponderesti a
questa domanda? ”
“ E chi lo sa? ” risposi. “ Non ho la più pallida idea di quello che dovrei dirti. ”
“ COSA? ”
“Soltanto un po' di umorismo, Don, per ravvivare la serata. Una piccola, innocua variante, tutto qui. ”
“ Faresti meglio a stare molto attento riguardo al modo di ravvivare le serate. I problemi non sono
scherzi e giochetti per le persone che si rivolgono a te, a meno che non siano molto progredite esse
stesse, e quelle sanno di essere i propri Messia. Le risposte ti sono state fornite, e dunque dalle. Prova
la solfa "E chi lo sa?" e vedrai con quale rapidità la folla può bruciare un uomo sul rogo. ”
Mi ersi fieramente. “ O assetato di verità, tu ti rivolgi a me per avere una risposta, e io ti rispondo. La
Regola Aurea non funziona. Ti piacerebbe incontrare un masochista che facesse agli altri quanto
vorrebbe fosse fatto a lui? O un fedele del Dio Coccodrillo che anela all'onore di essere gettato vivo
nella fossa? Anche il samaritano che diede l'avvio a tutta questa faccenda... che cosa lo indusse a
pensare che l'uomo da lui trovato disteso al margine. della strada volesse unguenti sulle proprie ferite?
E se l'uomo avesse utilizzato quei momenti di tranquillità per guarirsi spiritualmente, esultando a causa
della sfida 'implicita nella cosa? ” Il ragionamento sembrava persuasivo, almeno a me.
“ Anche se la regola venisse modificata così: Fa' agli altri ciò che vogliono sia loro fatto, non possiamo
sapere di nessuno, tranne che di noi stessi, che cosa voglia. Ecco invece ciò che la regola significa, e
come possiamo applicarla onestamente: Fa' agli altri quello che sinceramente senti di dover fare. Se
incontri un masochista e ti attieni a questa regola, non devi fustigarlo con la sua frusta soltanto perché
ciò è quanto egli vorrebbe che gli facessi. Né ti senti più in dovere di gettare il fedele ai coccodrilli. ”
Lo guardai. “ Troppo verboso? ”
“ Come sempre, Richard, perderai il novanta per cento dei tuoi ascoltatori se non impari a essere
conciso! ”
“ Be', che cosa c'è di male se perdo il novanta per cento dei miei ascoltatori ? ”
ribattei.
“ Che cosa c'è di male se perdo TUTTI i miei ascoltatori? So quello che so, e dico quello che dico. E se
non va, allora tanto peggio. I voli sull'aeroplano fruttano tre dollari in contanti! ”
“ Sai una cosa? ” Shimoda si alzò e spazzò via il fieno dai blue jeans.
“ Cosa? ” dissi con petulanza.
“ Ti sei appena laureato. Che cosa si prova a essere un Maestro? ”
“ E' deludente come l'inferno. ”
Mi guardò abbozzando appena un sorriso. “ Ci si abitua ” disse.
Ecco una prova per accertare se la tua missione sulla terra è compiuta
Se sei vivo, non lo e.
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